LA PREPARAZIONE STAGIONALE COORDINATIVA,TECNICA,TATTICA E CONDIZIONALE DEL PORTIERE 

 

 

 

 

 

Questo articolo costituisce un estratto del volume “LA PREPARAZIONE STAGIONALE COORDINATIVA, TECNICA, TATTICA E CONDIZIONALE DEL PORTIERE” di Claudio Rapacioli. Per ogni paragrafo sono stati selezionati solo singoli esempi delle

esercitazioni illustrati nel testo.

QUESTO LIBRO, SCRITTO CON UN LINGUAGGIO SEMPLICE E COMPRENSIBILE, PERMETTE AL PREPARATORE DEI PORTIERI DI TRACCIARE UN

PROGRAMMA STAGIONALE COMPLETO, SIA CHE SI TROVI A LAVORARE NEI SETTORI GIOVANILI CHE CON LE PRIME SQUADRE.

Partendo da un esame della prestazione di gara se ne analizzano le componenti in modo ordinato e approfondito.

Con dovizia di particolari e terminologia chiara vengono esposte nozioni di fisiologia e viene trattato lo sviluppo delle capacità sensopercettive e coordinative, pilastri insostituibili nella formazione del giovane portiere.Sono inoltre illustrate le capacità condizionali proprie del ruolo - forza velocità e flessibilità - le diverse metodologie per il loro allenemento ed i criteri per la lorovalutazione.Il volume contiene anche l'analisi delle abilità tecniche e tattiche che il moderno n.1 deve possedere.Una particolare attenzione è riservata alla psicologia del ruolo ed un capitolo apposito è dedicato alla metodologia e all'organizzazione dell'allenamento.Nell'ultima parte sono fornite dettagliate programmazioni di lavoro sull'organizzazione della stagione: preparazione pre-campionato, girone di andata, pausa invernale, girone di ritorno e pausa estiva; è fornita altresì la programmazione settimanale a seconda del numero di allenamenti a disposizione.

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MICROCICLO CON UNA GARA INFRASETTIMANALE

 

Tra i professionisti, la gara infrasettimanale rappresenta, soprattutto per le squadre di primo piano una costante, per le altre al pari di quelle dilettantistiche, un impegno occasionale legato agli impegni di Coppa Italia se hanno avuto la fortuna di superare i turni precedenti. 

Sia in ambito professionistico che dilettantistico la gara infrasettimanale è spesso considerata come fonte di disturbo della normale programmazione dell’allenamento in quanto la successione degli eventi permette solo il tempo per il recupero e non concede la possibilità di effettuare il normale lavoro condizionale che viene così ridotto al minimo.

Quello tecnico invece può essere proposto in forma blanda anche come forma di defaticamento soprattutto quando il numero di queste settimane “anomale” si ripetete più di una volta.

Nella settimana che prevede una gara infrasettimanale l’obiettivo principale del preparatore dei portieri è quello di far recuperare il portiere, piuttosto che allenarlo.

Il portiere che ha disputato la gara, anche se non eccessivamente impegnato, ha consumato tantissime energie a livello psicologico e attentivo, concedere il riposo o proporre un allenamento rigenerante il giorno successivo è estremamente importante per migliorare i tempi di recupero fisico ma soprattutto psicologico e scongiurare un’alta percentuale di rischio di infortunio.

Bisogna comunque sempre distinguere tra chi ha giocato la gara e chi ha indossato la maglia da dodicesimo.

Al primo, come detto,  ritengo opportuno concedere dopo la gara, il giorno di riposo o meglio fargli svolgere un allenamento defaticante. Per il secondo, che ha come obiettivo quello di farsi trovare pronto e in forma nel momento in cui verrà chiamato in causa, deve essere proposto un lavoro che gli permetta di mantenere una buona condizione fisica e mentale.

Se il mister, nel giorno dopo la gara, ha la necessità di far disputare una partitella ai giocatori che non sono scesi in campo o lo hanno fatto solo parzialmente, sarebbe opportuno aggregare al gruppo, se già non avviene, un terzo portiere, magari proveniente dal settore giovanile così da permettere la disputa della partitella senza coinvolgere il N.1

Alcuni allenatori, terminata la partita domenicale fanno eseguire a chi non ha giocato un allenamento di circa 35-40 minuti come sostitutivo gara, soprattutto quando si gioca in casa.

Per esperienza diretta non ritengo questa scelta vantaggiosa,  in quanto terminata la partita, il portiere o il giocatore che sia,  non vede l’ora di staccare soprattutto se il risultato non è stato favorevole. Richiedere a chi non ha giocato di concentrarsi per effettuare un allenamento con una buona applicazione, diventa molto difficile se non si è sostenuti da motivazioni particolari.

A seconda del numero di allenamenti settimanali normalmente programmati, è possibile adottare un programma di massima per questa tipologia di settimane atipiche concedendo anche giorni di riposo totale.

Analizziamo ora come si può pianificare una settimana tipo con la gara infrasettimanale.

DOMENICA

Partita di campionato

LUNEDI’

Per i dilettanti di livello inferiore dove si effettuano 2-3 allenamenti alla settimana viene concesso il riposo.

Per le squadre di livello superiore o per i professionisti, il N.1 esegue un allenamento defaticante, mentre il dodicesimo effettua un allenamento più intenso.

Portiere che ha giocato

-        Corsa lenta a ritmo blando 15’

-        Stretching e mobilità

-        Destrezza e manualita con 1 o 2 palloni

-        Lavoro tecnico a ritmo blando di tecnica podalica o di presa e destrezza con recuperi ampi, se la gara domenicale non è stata troppo impegnativa

-        Addominali e scarico colonna vertebrale

Quello sopra descritto, è un lavoro che ha un basso impegno psicologico e fisico ed ha come unico scopo quello di rigenerare più velocemente il portiere dagli sforzi psico-fisici della gara disputata il giorno precedente.

Portiere che non ha giocato

Il secondo portiere non ha giocato, così può svolgere un lavoro diverso sia per quantità ed intensità

 

-        Riscaldamento con tecnica podalica o tecnica e destrezza manuale

-        Adattamento a terra

-        Situazioni di doppia parata a difesa della porta (ESERCIZIO 1)

-        Situazioni di gioco o esercitazioni tattiche di difesa dello spazio (ESERCIZIO 2)

-        Lavoro con squadra

-        Serie di conclusioni dal limite o appena dentro l’area

MARTEDI’

Per entrambi i portieri viene eseguito un allenamento di rifinitura tipico, con esercitazioni brevi alla massima intensità, utilizzando anche stimoli sonori, visivi ecc. ed ampi recuperi.

Se il lunedì si è concesso il riposo anche al dodicesimo, il numero di ripetizioni per costui saranno leggermente maggiori rispetto al titolare concludendo poi la seduta con una serie di tiri o di cross dalle diverse posizioni.

Un ipotetico programma di lavoro potrebbe essere:

 

-        Riscaldamento con tecnica di presa alla figura o tecnica podalica o messa in moto generale con la squadra

-        Skip vari e lavoro neuromuscolare

-        Adattamento a terra

-        Esercitazioni di psicocinetica (ESERCIZI 3 E 4)

-        Esercitazioni di reattività

-        Stretching e scarico

MERCOLEDI’

Gara di recupero

GIOVEDI’

Questo giorno può sembrare simile al lunedì, ma in realtà non lo è in quanto il titolare ha accumulato un ulteriore carico nervoso e fisico maggiore da smaltire. 

Per i dilettanti di livello inferiore dove si effettuano 2-3 allenamenti la settimana, è concesso di solito il riposo.

Per le squadre di livello superiore o per i professionisti, il N.1 esegue un allenamento di defaticamento ridotto rispetto al lunedì, mentre il dodicesimo effettua un allenamento similare.

 

Portiere che ha giocato

-        Corsa lenta a ritmo blando 12’

-        Stretching e mobilità

-        Addominali e scarico colonna vertebrale

Dopo due gare ravvicinate il N.1 ha la necessità di un recupero soprattutto psicologico, togliendo la parte tecnica si elimina ogni tipo di richiesta di attenzione nella seduta di allenamento.

Portiere che non ha giocato

-        Riscaldamento con tecnica podalica o tecnica e destrezza manuale

-        Preparazione alle palle alte (ESERCIZI 5 OPPURE 6)

-        Adattamento a terra

-        Situazioni di difesa dello spazio con uscite alte o basse (ESERCIZI 7 o 8)

-        Lavoro con squadra

-        Serie di conclusioni dal limite o appena dentro l’area oppure cross vari da tutte le posizioni

VENERDI’

Se il titolare ha recuperato dalle gare della domenica e del mercoledì,  questo è il giorno in cui può essere più opportuno svolgere un lavoro tecnico, soprattutto se le partite infrasettimanali non sono un fatto isolato.

In questa seduta può essere anche il caso di riproporre esercitazioni situazionali che riproducano momenti in cui il portiere si è dimostrato in difficoltà o ha compiuto errori.

Per coloro che non si allenano il sabato si deve riassumere in una sola seduta il lavoro tecnico e di rifinitura, invece chi ha a disposizione anche l’allenamento del giorno successivo, può suddividere su due sedute i contenuti da proporre.

In ogni caso l’unica differenza tra il titolare e la riserva potrebbe essere quella di proporre al secondo un numero maggiore di ripetizioni per ogni esercitazione.

Un’ipotetica seduta specifica con il sabato libero, da integrare con il lavoro della squadra, potrebbe essere:

-        Tecnica podalica con ampio raggio di movimento su tutta l’ampiezza dell’area con un ritmo blando (ESERCIZIO 9)

-        Stretching e mobilizzazione arti superiori e inferiori

-        Skip vari e andature

-        Destrezza con 1 o più palloni

-        Presa alla figura in forma statica e successivamente dinamica eseguendo due ripetizioni totali per lato su tutte le traiettorie.

-        Lavoro di lavoro sulla porta con singola, doppia parata combinata o in situazione con anche qualche componente psicocinetica (ESERCIZI 1 E 3) o qualche situazione di difesa dello spazio su palla bassa o alta.

Se invece si ha a disposizione anche il sabato il lavoro specifico potrebbe essere così articolato, sempre da integrare con il lavoro della squadra:

-        Tecnica podalica con ampio raggio di movimento su tutta l’ampiezza dell’area con un ritmo blando (ESERCIZIO 9)

-        Stretching e mobilizzazione arti superiori e inferiori

-        Lavoro a terra partendo da seduto o ginocchio con 2 ripetizioni totali per lato.

-        Situazioni di gara con conclusioni sia dalla breve che dalla lunga distanza difendendo a seconda dei casi lo spazio o la porta.

-        Stretching e scarico colonna vertebrale

SABATO

L’allenamento è molto simile a quello del martedì, per entrambi viene eseguito un allenamento di rifinitura esercitazioni brevi alla massima intensità, con stimoli sonori, visivi ecc.

-        Riscaldamento con tecnica di presa alla figura o tecnica podalica o messa in moto generale con la squadra

-        Skip vari e lavoro neuromuscolare

-        Adattamento a terra

-        Esercitazioni di psicocinetica (ESERCIZI 3 E 4)

-        Esercitazioni di reattività

-        Stretching e scarico

DOMENICA

         Partita di campionato

 

 

ESERCITAZIONI

 1)    Disporre 4 paletti distanziati tra loro di circa 1 mt. L’esercizio può essere eseguito con uno spostamento laterale (fig.63 disegno a sinistra) o con uno spostamento frontale (fig.63 disegno a destra). Il portiere parte dalla posizione P e dopo aver effettuato il corretto spostamento rende il pallone all’allenatore di prima o dopo controllo, a seconda di quanto richiesto. Possono essere allenate tutte le traiettorie: rasoterra, leggermente battuta, battuta, mezza altezza e alta. Il controllo può essere richiesto di interno, di esterno, con lo stesso piede di trasmissione o con quello opposto, di coscia o di petto.

 

 

 

 

 

 2) Il Mister posizionato dietro una sagoma posta appena fuori il limite dell’area, sposta la palla e sceglie se calciare in porta (2), o appoggiare palla verso M1 per la conclusione(1). Il portiere si deve comportare come in situazione di gara, uscire se ritiene di essere in grado di arrivare sul pallone, temporeggiare e farsi trovare fermo nel momento della conclusione se M1 è a sua volta in vantaggio. Come variante il mister può anche guidare la palla per qualche metro prima di calciarla o passarla.

3) Il mister chiama un colore corrispondente ad uno dei due cinesini posizionati vicino al portiere. Questi lo tocca e immediatamente deve parare la conclusione del Mister. Successivamente si rialza e va ad effettuare un’uscita bassa sul pallone del colore opposto a quello chiamato. Si può variare l’esercizio facendo eseguire la toccata sul colore opposto e l’uscita bassa sulla palla del colore chiamato.

 

 

 

 

 

 

 4) Si definisce una porta di 5-6 metri. IL portiere P posizionato esternamente all’altezza del paletto, esegue degli scambi con i piedi o in presa con il mister. Al suo comando vocale o visivo che indica il lato (giallo o rosso) il portiere si gira verso il lato comandato e para il tiro effettuato da P1 o da P2 posizionato a circa 8-10 mt dalla porta.Come variante si può definire che il comando viene dato da P1 o P2 alzando la mano. 

5) Giro dei palloni per la copertura della porta e dell’area piccola e grande con partenza del portiere dalla postura di difesa della porta. Nelle figure per le partenze laterali basse e alte è ovviamente inteso che devono essere eseguite simmetricamente anche sul lato opposto.La palla può essere data sia di mano che di piede e gli interventi del portiere possono essere eseguiti sia in presa che in respinta.

 

 

 

 

 

 

6) Il Mister si posiziona sul limite dell’area piccola in corrispondenza del palo. I portieri P e P1 si posizionano al centro della porta. Il portiere che è nella metà più vicina a M esegue una presa alta su palla incontrata,  la rende al mister e si riposiziona a centro porta. Nel frattempo il mister lancia una palla all’altro portiere che esegue una presa alta a recuperare, rende il pallone e si riposiziona a centro porta. 

7) Si pongono due porte una in fronte all’altra, divise da una linea. L’allenatore esegue dei cross, il portiere chiamato ad intervenire è quello in cui la palla cade nella propria metà. Come variante l’esercizio può essere eseguito anche con 2 cross contemporanei obbligando così i portieri a valutare 2 traiettorie ed intervenire su quella diretta nella propria zona. Una ulteriore variante può essere quella di eseguire i cross con due palloni di diverso colore. Nel momento in cui parte il cross l’allenatore chiama quale colore deve intercettare P1, di conseguenza P2 deve intervenire sul rimanente pallone (Fig.73).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

8) A e B posizionati fuori area si muovono quando il Mister inizia a muovere palla. A va sul secondo palo per il cross lungo(2), mentre B va incontro aggirando il cinesino e proponendosi per il taglio su palla bassa(1).Il portiere deve valutare e gestire la situazione eseguendo se possibile un’uscita alta o bassa o interpretare lo sviluppo della situazione 

9) Il portiere si posiziona in porta il mister fuori area all’altezza della lunetta e due compagni si posizionano 3 mt fuori dai vertici dell’area di rigore. Il mister gioca la palla al portiere che di prima o dopo controllo, a seconda di quanto è stato definito precedentemente, deve giocare la palla al compagno che non gli volge le spalle deve dopo averlo chiamato, il quale gli rende la palla per la prosecuzione dell’esercizio. Se entrambi i compagni sono girati il portiere deve indirizzare la palla verso chi non ha ricevuto la palla precedentemente. Se entrambi danno le spalle al portiere questi appoggia la palla al mister o la calcia lontano verso la fascia laterale.