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La conoscenza dell’atleta La conoscenza dell’atleta serve ad avere degli elementi attraverso i quali poter programmare, valutare e verificare il lavoro del preparatore. Per conoscere l’atleta si possono utilizzare varie strategie. Quelle maggiormente utilizzate in ambito sportivo sono il colloquio e il profilo di prestazione.
Il colloquio rappresenta una tecnica molto importante dalla quale in un contesto molto spensierato si possono trarre aspetti fondamentali di conoscenza del nostro portiere. Il colloquio deve essere strutturato (pre - impostato) dal preparatore in modo da contenere questioni e conseguenti punti di vista sui seguenti aspetti: • identificazione dei punti forti e deboli; • miglioramento della consapevolezza; • vissuti pre-gara; • obiettivi; • reazioni fisiologiche (ansia, ecc.); • rappresentazione mentale; • concentrazione e distrazione; • valutazione prestazione e reazione all’errore; • emozioni; • rapporto con l’allenatore; • canali sensoriali prevalenti (si notano da come l’atleta si racconta). Le domande devono essere specifiche e facilmente comprensibili dal nostro portiere cercando di utilizzare un linguaggio espositivo che sia il più comprensibile possibile utilizzando il linguaggio dell’allievo e che, comunque, verranno proposte in base alle risposte dell’allievo, facendo in modo che sia lui stesso a guidare il colloquio; ricordarsi che è l’allievo l’esperto della propria esperienza.
Il profilo di prestazione dell’atleta, serve ad avere la consapevolezza dei punti di forza e di debolezza, conoscere i bisogni del giocatore, sapere ciò che l’atleta reputa importante per poter gareggiare, valutare i progressi, esaminare la prestazione dopo la gara, rendere più motivante l’allenamento, poiché è l’atleta stesso che collabora a evidenziare l’importanza di lavorare su un aspetto piuttosto che un altro (Butler, 1989). Per conoscere l’atleta bisogna innanzi tutto delineare gli aspetti che sono necessari per una prestazione ottimale, incoraggiando l’atleta all’autovalutazione tramite un punteggio da attribuire ad ogni aspetto qualitativo della prestazione(es.tuffo voto 6,uscite voto 7,gestione dell'ansia voto5 ecc). Può essere l’atleta stesso ad illustrare quali sono, a suo giudizio, le qualità specifiche che intervengono per migliorare la prestazione e darsi una valutazione; oppure è il preparatore che propone una serie 20 qualità dove l’allievo può scegliere quelle che a suo parere sono le più importanti e il suo stato di preparazione attuale rispetto a quelle qualità. esempio: le 20 qualità vengono scelte tra i gruppi sottoelencati e trascritti nello spicchio di cerchio più esterno dello "schema del profilo dei progressi". foto 1 Una volta illustrate tutte le qualità più importanti, dal punto di vista mentale, fisico, tecnico-tattico da inserire nell’ultimo spazio dello schema, l’allievo deve valutare il suo livello attuale in riferimento a ciascuna qualità con un voto da 0 a 10 usando il grafico del profilo di prestazione. Il punteggio massimo (10) va segnato nell’anello più esterno della figura, tutti gli altri a scalare; i punteggi inferiori a 4 vanno messi nel cerchietto centrale. Per ogni qualità, l’anello corrispondente al voto, si può evidenziare in qualsiasi modo (segno particolare, colore, ecc.).
•gruppo qualità fisiche (forza, resistenza, scioltezza, forma, velocità, rapidità, destrezza, potenza, esplosività, respirazione, pulsazioni, tono muscolare); •gruppo qualità coordinative (equilibrio, reazione, ritmo, trasformazione, accoppiamento-combinazione, coordinazione oculo-manuale, anticipazione, differenziazione, orientamento, percezione della figura-sfondo); •gruppo qualità strategiche (obiettivi, pianificazione, tattica, tipo di gioco, profondità e aggressività nelle azioni tecniche, posizione in campo); •gruppo qualità psiche (concentrazione, controllo emotivo, rilassamento, visualizzazione); •gruppo qualità tecniche (presa, respinta, deviazioni, rinvii, bisettrice, palle inattive, uscite, ecc, ); •gruppo qualità caratteriali (obiettivi, desiderio di vincere, disciplina, determinazione, autostima, fiducia, voglia di allenarsi e migliorare, regime alimentare adeguato, tempo da dedicare al gioco e all’allenamento); •gruppo qualità alimentari (peso attuale, composizione del grasso corporeo, alimentazione prepartita, alimentazione durante la partita, alimentazione dopo la partita, integratori alimentari).
Lo schema del profilo di prestazione o dei progressi ci permetterà di avere una conoscenza a 360° del nostro portiere
foto 1
Altri tipi di test per portare l’allievo alla autoconsapevolezza (conoscere i propri punti forti e deboli, le cose da migliorare come portiere e come persona), come capacità imprescindibile per chi vuole diventare un atleta di alto livello, si possono avere in merito all’immagine di sé, chiedendo all’allievo di rappresentarsi scegliendo, da una apposita lista, degli aggettivi che lo possono rappresentare più di altri. Questo serve a capire come l’allievo si percepisce e aiutarlo a migliorare la stima di sè nelle parti in cui è carente. Volendo trattare una lista di aggettivi (secondo Richard J. Butler) che descrivono l’immagine del sé di un atleta (il quale deve scegliere i più importanti) si possono citare i seguenti:
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