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Allenare la capacità percettiva dei giovani portieri
di Salvatore Capuano - Docente di Scienze Motorie e Istruttore Giovani calciatori. Fonte rivista"l'allenatore"

 

Imparare, per un portiere, è un processo che determina modificazioni relativamente durature del potenziale comportamentale, risultanti da esperienze ambientali specifiche. Se si è avuto apprendimento, e a quale grado, si deduce dai cambiamenti comportamentali.
“La percezione, dunque, è una componente integrale di ogni attività di movimento, ed il suo cambiamento, determinato dall’apprendimento, spesso contrassegna progressi decisivi nel processo di apprendimento”. (Loibl 1990, 21). Le complicate situazioni che coinvolgono un portiere in una fase di gioco, implicano movimenti coordinativi molto complessi che sono legati ad elevate espressioni percettive. Questi movimenti molto impegnativi sviluppano determinate competenze percettive, secondo il profilo di ciò che richiedono per la loro esecuzione. Gli stimoli dell’ambiente rappresentano, per il portiere, impulsi emotivi a movimenti ed azioni ed è evidente, quindi, che i processi percettivi vanno considerati processi di interazione tra l’ambiente e la propria persona, e vengono sostenuti sia da processi emotivi sia da processi cognitivi. Le percezioni con informazioni complesse garantiscono competenza d’azione, le tecniche rappresentano i presupposti motori delle azioni. Per ottenere un’elevata competenza di gioco, non occorre tanto esercitare il portiere con tecniche complicate in situazioni semplici, quanto risolvere situazioni complesse di gioco con tecniche semplici.

Esempi:
- Portieri all’interno di un cerchio in numero di 6/8 con due palloni. Trasmissione dei palloni in modo tale che nessuno debba ricevere due palloni.
- Portieri in numero di 8 sul perimetro di un rettangolo (20 x 15) che si passano la palla e cambiano di posto con il corrispettivo di fronte (fig. 1). Lo stesso esercizio si può fare anche con sei portieri;

Richiesta: continuo cambiamento dall’attenzione periferica a quella focalizzata, addestramento accentuato delle capacità (timing, anticipazione, differenziazione cinestetica, orientamento spazio-temporale

La difficoltà coordinativa viene determinata dall’esigenza di velocizzare il movimento dalla complessità del compito motorio come ad esempio abbinare una rapidità degli appoggi ad un improvviso cambio di direzione per una parata in controtempo.
Durante l’effettuazione del movimento sono possibili correzioni grazie alle informazioni che provengono dal nostro corpo (propriocettività), tali correzioni sono possibili usando i gradi di libertà degli organi motori.
Jean Le Boulch riguardo all’apprendimento motorio dice che la perfezione dell’automatismo non è nell’acquisizione

ma al contrario nelle possibilità di riorganizzazione i movimenti in situazioni differenti. In un nuovo apprendimento distinguiamo:
una fase esplorativa (rappresentazione mentale, conoscenza e riferimenti) una fase di dissociazione (interiorizzazione degli schemi motori, controllo ed inibizione, selezione, dapprima il controllo è visivo poi sempre più propriocettivo), una fase di stabilizzazione, attraverso numerose ripetizioni presa di coscienza e non addestramento del corpo, (automatismo indipendente dal controllo superiore della corteccia cerebrale). Poiché le competenze coordinative specifiche hanno impronta individuale (Glasauer 2003) è opportuno costruire e rafforzare il profilo delle risorse individuali. A tale scopo si debbono porre richieste più elevate di quelle poste dalla disciplina e dal ruolo stesso.
Esempio:
- Esercizi di presa, lancio e ricezione e fondamentali tecnici (esempio passaggio alla corda) con diversi compiti supplementari (capriole, salti, rotolamenti, doppie parate in uscita e parate in contromovimento).
- Uno contro uno in maniera continuata in un campo da 15x7 in cui il portiere difende la sua porta ed attacca quella dell’altro portiere (figura 2). Il tutto ponendo vincoli di spazio, pressione temporale e obblighi tecnici.

Dunque gli esercizi e i giochi con particolari accenti sulle capacità percettive, implicano contestualmente un forte lavoro sulle capacità coordinative parallelamente allo sviluppo tecnico. Il giovane portiere, come ogni atleta, deve acquisire e stabilizzare un gesto tecnico con la massima precisione possibile per poi saperlo applicare e variare e poi ancora saperlo creare e perfezionare.
Quando a nostro avviso possiamo procedere con richieste altamente specifiche in virtù dei miglioramenti dei nostri portieri, allora si può passare ad una forma superiore di addestramento che richiama tipiche situazioni di gioco in particolari condizioni di pressione. Esercizi che richiedono un superpotenziale coordinativo senza perdere di vista l’aderenza al gioco e alle reali situazioni tipiche di un portiere. L’eccesso o la carenza delle informazioni generano pressione nella presa di decisione o nell’esecuzione del gesto tecnico, e dunque una pressione particolare per quanto riguarda la rapidità del gesto e la sua precisione dell’esecuzione. Esempio:
Carenza di informazioni: il portiere si trova al centro di due porticine (A e B). Due palloni al centro velati o nascosti da altri giocatori. Al segnale i due giocatori esterni si staccano per ricevere la palla, che il portiere non vede partire, e solo uno va al tiro. Il portiere dovrà reagire per tempo, percepire i segnali preparatori del giocatore che è pronto per ricevere e calciare e difendere la porticina omolaterale. Il portiere non ha informazioni per anticipare un programma d’azione fino a quando non vede la palla che esce dal velo fatto dai giocatori. Variante: l’altro giocatore che non calcia, riceve successivamente la palla e va in 1 contro 1 dalla parte opposta (figura 3).


Eccesso di informazioni: il portiere al centro tra due porticine (figura 4). Di fronte due giocatori (a – b) con due palloni che previo accordo calceranno verso le due porte: il giocatore “b” in 1:1 ed il giocatore “a” con un tiro. Ognuno tira verso la propria porticina omolaterale dando inizio all’azione simultaneamente. Il portiere deve reagire immediatamente: intuire chi va al tiro per pararne il pallone e immediatamente dopo cambiare posizione per uscire in 1:1 con il giocatore opposto.

In un sistema globale di allenamento devono essere inseriti degli aspetti metodici dell’allenamento della coordinazione:
- variazione dell’esecuzione del movimento delle tecniche sportive;
- cambiamento delle condizioni esterne;
- combinazioni di abilità motorie;
- aumento delle richieste di precisione;
- massima accelerazione del ritmo dei movimenti;
- variazione della presa d’informazioni (nascondendo la presa di informazioni o con eccessi di informazioni);

- variazione della presa d’informazioni (nascondendo la presa di informazioni o con eccessi di informazioni);
- esercitazione in stato di affaticamento;
- esercitazione in condizioni di pressione psichica (rumori o compiti supplementari);
- condizioni di molteplicità di informazioni e creazione di situazioni in cui si debbono prendere decisioni.
Il livello di coordinazione diminuisce con il progredire della esperienza dei giocatori. Questo fenomeno viene spiegato con la limitazione dei mezzi di allenamento utilizzati per perfezionare elementi tecnici già noti e della gamma di esercizi utilizzati per lo sviluppo della coordinazione. Da tempo è stata riscontrata la necessità che, assolutamente, ogni anno il 15% degli esercizi utilizzati venga sostituito da esercizi nuovi (Ulatowski 1989), in quanto le ricerche hanno dimostrato che solo esercizi nuovi, sconosciuti agli atleti, ne possono sviluppare la coordinazione. Si tratta di indicazioni che non sempre vengono applicate alla prassi (Starosta 2003).