Imparare, per un portiere, è un processo che determina modificazioni
relativamente durature del potenziale comportamentale, risultanti da
esperienze ambientali specifiche. Se si è avuto apprendimento, e a quale
grado, si deduce dai cambiamenti comportamentali.
“La percezione, dunque, è una componente integrale di ogni attività di
movimento, ed il suo cambiamento, determinato dall’apprendimento, spesso
contrassegna progressi decisivi nel processo di apprendimento”.
(Loibl 1990, 21). Le complicate situazioni che coinvolgono un portiere in
una fase di gioco, implicano movimenti coordinativi molto complessi che sono
legati ad elevate espressioni percettive. Questi movimenti molto impegnativi
sviluppano determinate competenze percettive, secondo il profilo di ciò che
richiedono per la loro esecuzione. Gli stimoli dell’ambiente rappresentano,
per il portiere, impulsi emotivi a movimenti ed azioni ed è evidente,
quindi, che i processi percettivi vanno considerati processi di interazione
tra l’ambiente e la propria persona, e vengono sostenuti sia da processi
emotivi sia da processi cognitivi. Le percezioni con informazioni complesse
garantiscono competenza d’azione, le tecniche rappresentano i presupposti
motori delle azioni. Per ottenere un’elevata competenza di gioco,
non occorre tanto esercitare il portiere con tecniche complicate in
situazioni semplici, quanto risolvere situazioni complesse di gioco con
tecniche semplici.
Esempi:
- Portieri all’interno di un cerchio in numero di 6/8 con due palloni.
Trasmissione dei palloni in modo tale che nessuno debba ricevere due
palloni.
- Portieri in numero di 8 sul perimetro di un rettangolo (20 x 15) che si
passano la palla e cambiano di posto con il corrispettivo di fronte (fig.
1). Lo stesso esercizio si può fare anche con sei portieri;
Richiesta:
continuo cambiamento dall’attenzione periferica a quella focalizzata,
addestramento accentuato delle capacità (timing, anticipazione,
differenziazione cinestetica, orientamento spazio-temporale

La difficoltà coordinativa viene determinata dall’esigenza di velocizzare il
movimento dalla complessità del compito motorio come ad esempio abbinare una
rapidità degli appoggi ad un improvviso cambio di direzione per una parata
in controtempo.
Durante l’effettuazione del movimento sono possibili correzioni grazie alle
informazioni che provengono dal nostro corpo (propriocettività), tali
correzioni sono possibili usando i gradi di libertà degli organi motori.
Jean Le Boulch riguardo all’apprendimento motorio dice che la perfezione
dell’automatismo non è nell’acquisizione
ma al contrario nelle
possibilità di riorganizzazione i movimenti in situazioni differenti. In un
nuovo apprendimento distinguiamo:
una fase esplorativa
(rappresentazione mentale, conoscenza e riferimenti) una fase di
dissociazione (interiorizzazione degli schemi motori, controllo ed
inibizione, selezione, dapprima il controllo è visivo poi sempre più
propriocettivo), una fase di stabilizzazione, attraverso numerose
ripetizioni presa di coscienza e non addestramento del corpo, (automatismo
indipendente dal controllo superiore della corteccia cerebrale). Poiché
le competenze coordinative specifiche hanno impronta individuale (Glasauer
2003) è opportuno costruire e rafforzare il profilo delle risorse
individuali. A tale scopo si debbono porre richieste più elevate di quelle
poste dalla disciplina e dal ruolo stesso.
Esempio:
- Esercizi di presa,
lancio e ricezione e fondamentali tecnici (esempio passaggio alla corda) con
diversi compiti supplementari (capriole, salti, rotolamenti, doppie parate
in uscita e parate in contromovimento).
- Uno contro uno in
maniera continuata in un campo da 15x7 in cui il portiere difende la sua
porta ed attacca quella dell’altro portiere (figura 2). Il tutto ponendo
vincoli di spazio, pressione temporale e obblighi tecnici.

Dunque gli esercizi e
i giochi con particolari accenti sulle capacità percettive, implicano
contestualmente un forte lavoro sulle capacità coordinative parallelamente
allo sviluppo tecnico. Il giovane portiere, come ogni atleta, deve
acquisire e stabilizzare un gesto tecnico con la massima precisione
possibile per poi saperlo applicare e variare e poi ancora saperlo
creare e perfezionare.
Quando a nostro avviso
possiamo procedere con richieste altamente specifiche in virtù dei
miglioramenti dei nostri portieri, allora si può passare ad una forma
superiore di addestramento che richiama tipiche situazioni di gioco in
particolari condizioni di pressione. Esercizi che richiedono un
superpotenziale coordinativo senza perdere di vista l’aderenza al gioco e
alle reali situazioni tipiche di un portiere. L’eccesso o la carenza
delle informazioni generano pressione nella presa di decisione o
nell’esecuzione del gesto tecnico, e dunque una pressione particolare per
quanto riguarda la rapidità del gesto e la sua precisione dell’esecuzione.
Esempio:
Carenza di
informazioni:
il portiere si trova al centro di due porticine (A e B). Due palloni al
centro velati o nascosti da altri giocatori. Al segnale i due giocatori
esterni si staccano per ricevere la palla, che il portiere non vede partire,
e solo uno va al tiro. Il portiere dovrà reagire per tempo, percepire i
segnali preparatori del giocatore che è pronto per ricevere e calciare e
difendere la porticina omolaterale. Il portiere non ha informazioni per
anticipare un programma d’azione fino a quando non vede la palla che esce
dal velo fatto dai giocatori. Variante: l’altro giocatore che non calcia,
riceve successivamente la palla e va in 1 contro 1 dalla parte opposta
(figura 3).

Eccesso di
informazioni:
il portiere al centro tra due porticine (figura 4). Di fronte due giocatori
(a – b) con due palloni che previo accordo calceranno verso le due porte: il
giocatore “b” in 1:1 ed il giocatore “a” con un tiro. Ognuno tira verso la
propria porticina omolaterale dando inizio all’azione simultaneamente. Il
portiere deve reagire immediatamente: intuire chi va al tiro per pararne il
pallone e immediatamente dopo cambiare posizione per uscire in 1:1 con il
giocatore opposto.

In un sistema globale di allenamento devono essere inseriti degli aspetti
metodici dell’allenamento della coordinazione:
- variazione dell’esecuzione del movimento delle tecniche sportive;
- cambiamento delle condizioni esterne;
- combinazioni di abilità motorie;
- aumento delle richieste di precisione;
- massima accelerazione del ritmo dei movimenti;
- variazione della presa d’informazioni (nascondendo la presa di
informazioni o con eccessi di informazioni);
- variazione della presa d’informazioni (nascondendo la presa di
informazioni o con eccessi di informazioni);
- esercitazione in stato di affaticamento;
- esercitazione in condizioni di pressione psichica (rumori o compiti
supplementari);
- condizioni di molteplicità di informazioni e creazione di situazioni in
cui si debbono prendere decisioni.
Il livello di coordinazione diminuisce con il progredire della esperienza
dei giocatori. Questo fenomeno viene spiegato con la limitazione dei mezzi
di allenamento utilizzati per perfezionare elementi tecnici già noti e della
gamma di esercizi utilizzati per lo sviluppo della coordinazione. Da
tempo è stata riscontrata la necessità che, assolutamente, ogni anno il 15%
degli esercizi utilizzati venga sostituito da esercizi nuovi (Ulatowski
1989), in quanto le ricerche hanno dimostrato che solo esercizi nuovi,
sconosciuti agli atleti, ne possono sviluppare la coordinazione. Si
tratta di indicazioni che non sempre vengono applicate alla prassi (Starosta
2003).
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