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La
visione nel portiere di calcio
Le esigenze visive del portiere di calcio si differenziano
notevolmente dal resto dei giocatori, infatti il portiere deve
ricorrere all’uso del piede per passare, per ricevere, per calciare
molto meno frequentemente dei compagni. È scontato che il portiere
debba avere delle abilità visive complete, dato che un suo errore di
calcolo ha come conseguenza un gol subito. (Uriondo L.F., 2002)
La reazione del portiere è influenzata dalla capacità di percepire la
traiettoria del pallone, che a sua volta è in molti casi basata su una
capacità di anticipazione che permette di conoscere la traiettoria
finale già mentre il pallone viene calciato dall’avversario. (Uriondo
L.F., 2002)
In uno studio M. Deridder (1985) ha evidenziato la differenza della
durata e delle zone di presa di visione in un portiere di pallamano.
L’autore ha potuto costatare che esiste una differenza significativa
(p>0.001) tra i portieri non esperti e quegli esperti nella presa di
visione del giocatore che tirava il penalty, l’analisi dimostra che il
soggetto esperto presenta un comportamento esploratorio visivo
automatizzato in cui mette in azione delle strategie percettive
precostituite che favoriscono l’elaborazione di una decisione. (Deridder
M., 1985)
Effetti del lavoro muscolare sulla capacità di reazione
Gli effetti dell’ambiente termico sulle attività psico-senso-motorie
sono stati oggetto di numerose ricerche con risultati spesso
contraddittori. Gli effetti del calore vanno considerati in rapporto a
due aspetti dell’attività lavorativa: da una parte la reattività e la
rapidità (soglia sensoriale di percezione, rapidità della risposta,
tasso di percezione dei segnali, quantità dei movimenti) e dall’altra,
la qualità e la precisione (regolarità delle risposte, precisione
delle risposte, omissioni).
La precisione viene sempre deteriorata: il numero di errori e di
omissioni è sistematicamente più alto al caldo che in condizioni
neutre; l’abitudine riduce il tasso medio di errori e di omissioni ma
persiste tuttavia una differenza rispetto alle condizioni di
neutralità.
La reattività, per contro, subisce fluttuazioni più complesse. Queste
ultime possono essere dovute a diversi livelli di attivazione
dipendenti dalla situazione di lavoro. Il livello di attivazione
influenza il livello della prestazione in quanto un grado di vigilanza
troppo basso o troppo elevato diminuisce la prestazione, la quale è
migliore in condizione intermedia. Il grado di vigilanza dipende a sua
volta dalla complessità del compito: in rapporto all’attitudine del
soggetto, certe attività inducono una vigilanza elevata (per esempio
il calcolo mentale), altre una vigilanza ridotta (percezione di
segnali poco frequenti). (Scherrer J., 1984)
Szmodis nel 1977 afferma che il tempo di reazione, in quei carichi
fisici nei quali troviamo un livello di sforzo crescente, è soggetto
ad allungarsi e, quindi, se si migliora lo stato di allenamento della
resistenza si manifesta una tendenza ad una diminuzione del tempo di
reazione. Da questo punto di vista, il fenomeno della maggiore
frequenza di infortuni nelle fasi conclusive delle partite dei grandi
giochi sportivi, può essere ricondotto alla diminuita capacità di
reazione, dovuta all’aumento dell’affaticamento.
Bula e Chmura (1984) invece affermano che il tempo di reazione
migliora dopo circa undici – dodici minuti di una fase di carico:
occorre tenerne conto nel riscaldamento che precede una gara, una
partita. Gli atleti debbono entrare in campo vigili e non perdere le
migliori occasioni per segnare o per acquisire punti sull’avversario,
né devono essere sorpresi dall’avversario nei primi minuti, solo
perché la capacità di reazione non è stata portata al livello
necessario.
Infine, anche J. Bangsbo nel 1998 consiglia di aumentare la fase di
riscaldamento perché la capacità di reazione oculo-motoria, nei
portieri di calcio, migliora con l’aumentare della fatica.
Mezzi e metodi
Test per la capacità
di reazione
Partendo dalle affermazioni di Bangsbo J. (1998) viene effettuato uno
studio sulla capacità di reazione agli stimoli visivi nei portieri di
calcio, in particolare viene analizzato come i tempi di reazione
variano dopo un carico di lavoro. Lo schema che segue ha il solo scopo
di introduzione:
Sui due palloni laterali il portiere deve effettuare una parata in
tuffo, mentre sugli altri tre viene effettuata un’uscita sul pallone a
terra. Si avrà così una variabilità tra cinque possibili diverse
situazioni che avvengono molte volte durante una partita di calcio: si
uniscono i gesti tecnici dell’uscita con quelli della parata. Come
detto sono cinque le possibili variabili: viene imposta quindi una
elevata concentrazione. Essendo un test simile alle condizioni di gara
anche la motivazione sarà elevata: concentrazione e motivazione sono
due aspetti essenziali per la capacità di reazione. Avendo gli stimoli
visivi posizionati nell’arco di 160°, anche il campo visivo viene
sollecitato quasi totalmente.
Mezzi
Lo spazio occupato per il test è semplicemente quello dell’area
piccola, in quanto viene svolto tutto nel raggio di tre metri dal
centro della porta.
Si hanno cinque luci posizionate ogni 45° ad una distanza di circa 4
metri da dove è collocato il portiere (centro porta): soltanto una
luce delle cinque si illumina, il portiere in azione dovrà effettuare
il gesto tecnico sul pallone corrispondente alla luce accesa.
Per le due luci più periferiche (sono poste quasi ai 180° del campo
visivo) corrispondono due palloni legati alla traversa ad un’altezza
di circa venti centimetri da terra. Su questi palloni i portieri
devono effettuare una parata in tuffo con deviazione. Quando si
accendono invece le luci poste più frontalmente il gesto tecnico da
effettuare sul pallone corrispondente sarà un’uscita bassa.
Così riusciamo a ricavare i tempi di reazione che sono dati da tre
momenti:
·
accensione della luce;
·
contrazione muscolare, quindi inizio del movimento;
·
arrivo sul pallone corrispondente.
Quando si accende una luce qualsiasi il tempo inizia a scorrere,
abbiamo due tempi intermedi:
·
Il primo intermedio viene dato dalla contrazione muscolare, in quanto
il portiere indossa degli elettrodi a livello prossimale di entrambi i
quadricipiti femorali.
·
Il secondo tempo intermedio invece è dato dall’arrivo sulla palla: i
due palloni legati alla traversa hanno posizionato su di loro un
sensore a vibrazione, che al tocco della palla arresta il tempo; per
gli altri tre palloni posizionati a terra invece sono state disposte
delle fotocellule prima del pallone stesso.
Si riesce quindi ad avere:
·
i tempi di reazione dei portieri, in quanto viene quantificato il
cosiddetto periodo di latenza, cioè quel tempo necessario affinché la
percezione di uno stimolo diventi movimento;
·
il tempo di lavoro, dove l’inizio è dato dalla contrazione muscolare e
la fine dall’arrivo sul pallone.
Protocollo
Il test consiste nell’effettuare il gesto tecnico sul pallone
corrispondente alla luce che si accende nel minore tempo possibile.
È stato seguito il seguente protocollo:
·
riscaldamento blando, inteso con stretching e corsa a bassa intensità;
·
prima ripetizione del test;
·
lavoro muscolare del portiere testato:
10" di skip, 10" di riposo, 10" di saltelli sul posto, 10" di riposo,
10" di skip, 10" di riposo, per un tempo totale di 1'30";
·
seconda ripetizione del test, con le stesse modalità della prima
ripetizione.
Ad ogni ripetizione si accendono in totale dieci luci
alternativamente, con una pausa tra l’una e l’altra di dieci secondi:
in totale il nostro portiere effettua dieci gesti tecnici, due per
ogni stazione, facendo quindi 4 parate in tuffo e 6 uscite basse. La
prima ripetizione del test si differenzia dalla seconda per la
sequenza di accensione delle luci stesse, questo per non provocare
qualsiasi forma di adattamento al test stesso, quindi per escludere
dalla rilevazione dei tempi di reazione una possibile influenza della
capacità di anticipazione motoria.
Gruppo campione
Il campione preso in esame per questo test è composto da 18 portieri
della Nazionale Italiana giovanile di calcio. Sono stati testati 15
ragazzi di cui 4 di 16 anni, 6 di 17 anni, 3 di 18 anni e 2 di 19
anni. Hanno eseguito i test anche 3 portieri della Nazionale femminile
maggiore. Per i portieri delle Nazionali giovanili sono stati rilevati
i dati antropometrici, i valori di forza esplosiva ed esplosiva
elastica.
Gruppo di controllo
Per verificare che i dati relativi ai tempi di reazione misurati non
siano influenzati da un’eventuale adattamento data
dall’apparecchiatura utilizzata è stato utilizzato un gruppo di
controllo di cinque persone (tre maschi e due femmine) che praticano
sport a livello non professionistico di età compresa tra i 22 ed i 25
anni.
Trattamento dei dati
Da questo protocollo si ricavano due tempi totali per ogni gesto
tecnico ad ogni ripetizione, questo tempo viene poi suddiviso nel
tempo di reazione e nel tempo di lavoro.
Di ogni atleta viene considerata la media dei due valori registrati
per il singolo gesto tecnico, avremo così 18 dati (15 maschi e 3
femmine) per lo stesso gesto tecnico, da questi viene ricavata la
media e la deviazione standard.
Il trattamento dei tempi totali, di reazione e di lavoro è il medesimo
e le due ripetizioni vengono studiate separatamente.
Le due ripetizioni vengono paragonate in seguito per constatare se
l’esercizio fisico interposto ha provocato delle variazioni che sono
quantificate in percentuale.
Inoltre vengono confrontati:
• -i tempi dei 10 portieri con dominanza laterale destra con i tempi
dei 5 portieri con dominanza laterale sinistra,
• -i tempi dei 15 portieri maschi con i tempi dei 3 portieri femmine.
Conclusioni
Dall’analisi dei dati rilevati non è emerso un grado di
significatività statistica, comunque il protocollo di lavoro
sperimentale attuato permette di effettuare considerazioni per quanto
riguarda i tempi di reazione, i tempi di lavoro ed i tempi totali.
Tempi di reazione
Il calcolo effettuato sui tempi di reazione riguarda il campione
maschile, quello femminile ed un paragone tra questi due.
Maschi - Il confronto dei tempi di reazione ottenuti nelle due
ripetizioni, mette in evidenza un miglioramento nella seconda
ripetizione. Questo miglioramento avviene in modo omogeneo nei cinque
settori, con percentuali che variano dal 7% all’11,50% nel settore
centrale, quest’ultimo dato è probabilmente imputabile alla maggiore
concentrazione prestata agli stimoli periferici nella prima
ripetizione (erano evidenti i movimenti della testa verso le luci
periferiche).
All’interno del campione maschile è stato effettuato un paragone tra i
13 portieri con dominanza laterale destra con i 5 con dominanza
laterale sinistra: è emerso che sia nella prima che nella seconda
ripetizione i portieri mancini avevano tempi di reazione più bassi.
Questo forse è dovuto alla singolarità del campione esaminato,
necessita quindi di ulteriori studi.
Femmine - Anche il campione femminile evidenzia un sostanziale
miglioramento dei tempi di reazione in tutti i settori. Questo
miglioramento ha un andamento più fluttuante rispetto a quello del
campione maschile, con percentuali che variano dal 21,50% (U sx) al 4%
(T dx), forse perché il campione femminile è composto da tre portieri,
numero che a livello statistico può lasciare un certo grado di
soggettività.
Confronto maschi-femmine - Anche il confronto tra il campione
maschile con quello femminile mette in evidenza alcuni aspetti:
·
i portieri femmine focalizzano sempre meglio l’attenzione verso gli
stimoli ottici centrali, questo fatto è interpretabile in una maggiore
esperienza (l’età media del campione femminile è superiore a quella
maschile), quindi anche una maggiore tranquillità davanti a nuove
situazioni.
·
per entrambi i sessi l’esercizio fisico interposto tra le due
ripetizioni del test ha provocato miglioramenti dei tempi di reazione
in tutti e cinque i settori.
Tempi di lavoro
Maschi - I tempi di lavoro nei portieri maschi sono minori nei
settori dei tuffi, tendono poi ad un aumento nel settore delle uscite
laterali, per poi avere una nuova flessione nelle uscite centrali. Il
tempo maggiore di Usx e di Udx rispetto ad Uc è interpretabile in una
breve fase necessaria ad indirizzare la corsa verso i palloni
laterali.
Nella seconda ripetizione del test i tempi sono maggiori in tutti i
settori, con le percentuali d’incremento maggiori nei tuffi laterali:
l’esercizio interposto tra le due ripetizioni ha provocato una forma
di affaticamento periferico che ha peggiorato soprattutto le
prestazioni dove viene richiesto un impegno di forza esplosiva.
Dal confronto dei portieri destri con quelli mancini si nota come la
dominanza laterale influenzi il gesto tecnico del tuffo: i portieri
destri hanno tempi di volo minori in Tdx, mentre quelli sinistri li
hanno in Tsx, sia nella prima che nella seconda ripetizione. Ciò
invece non vale per le uscite, dove la componente tecnica riveste
minore importanza.
Femmine - Anche per le femmine i tempi minori di lavoro sono
nei settori dei tuffi e tendono ad aumentare in tutti i settori, con i
maggiori incrementi nei settori dei tuffi e via-via decrescendo verso
i settori centrali.
Confronto maschi-femmine - I portieri maschi hanno una fase di
lavoro più breve rispetto alle colleghe femmine in tutti i settori.
È pero interessante notare come i maschi abbiano un incremento in
percentuale maggiore nei tuffi, mentre le femmine nei tre settori
delle uscite.
Le femmine hanno un range di incremento più ristretto rispetto ai
maschi:
3,40% per le femmine contro 5,50% per i maschi.
Tempi totali
Maschi - Dallo studio emerge che l’esercizio fisico effettuato
tra le due ripetizioni del test migliora le prestazioni sia nei tuffi
che nelle uscite. Infatti i tempi totali subiscono una diminuzione in
tutti i settori con percentuali maggiori nei tuffi.
Una percentuale elevata è presente anche nel settore centrale (dove
però è il tempo di reazione che subisce il maggiore miglioramento).
Inoltre i portieri sinistri nella prima ripetizione impiegavano un
minor tempo nel Tsx, mentre i portieri destri erano più veloci nel Tdx,
i settori centrali non hanno fornito grandi differenze. Nella seconda
ripetizione invece i portieri sinistri hanno avuto prestazioni
superiori in tutti i settori, per un evidente miglioramento dei tempi
di reazione rispetto ai portieri destri.
Femmine - Anche per le femmine valgono le considerazioni
effettuate per il campione maschile, però i miglioramenti dei tempi
sono meno omogenei.
Confronto maschi-femmine - Il confronto mette in evidenza come
i portieri maschi impieghino minor tempo a raggiungere il pallone. I
tempi sono sempre minori, unica eccezione fatta per il settore
centrale, dove le femmine sono più veloci. Questo dato è da attribuire
al miglior tempo di reazione nel settore centrale delle donne, visto
che il tempo di lavoro risulta comunque maggiore. Infatti i portieri
femmine durante il test riuscivano a mantenere l’attenzione su tutte
le luci senza effettuare grandi movimenti con la testa.
Bibliografia:
Bangsbo J.:
Optimal preparation for the world cup soccer, Clin Sports Med.
1998
Bula B., Chmura J.:
Reaktionszeiten bei unterschiedlicher, 1984; Psychopharmacology.
Influence of caffeine, cold and exercise on multiple choice reaction
time, 2001
Deridder M.: Enregistremente
et analyse des comportaments exploratoires visual di gardien but en
situation de penalty, Centre de ricerche del l’U.E.R.E.P.S.
Marsille, 1985
Scherrer J.: Manuale di
fisiologia del lavoro, 1984
Szmodis L.:
Exercise effects on the time of reactions to auditory stimuli,
1977
Uriondo L.F.:
La visione di gioco del calciatore, 2002.
·
Mascherini G., Collaboratore
Laboratorio
·
Castellini E., Levi Micheli M.,
Marella M.
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Laboratorio Metodologia
dell’Allenamento e Biomeccanica
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