Portiere e preparazione non convenzionale
di Alessandro Carta e Antonello Belli

rivista " L'Allenatore "

 

 

 

Nella preparazione del giovane portiere di calcio, particolare attenzione va rivolta alla programmazione annuale del lavoro specifico nelle scuole-calcio. Le principali spinte motivazionali che inducono un giovane ad indossare la maglia del portiere sono:

Emulazione - Egocentrismo - Fascino del ruolo

I principali obiettivi psicomotori nell’interpretazione tecnico-tattica del ruolo, che di seguito possiamo ricordare ed ampliare, sono:

• Posizionamento
• Intercettamento (tentativo di presa o deviazione della palla)
• Rilanci con le mani
• Rinvii con i piedi

Vorremmo evidenziare innanzitutto come – soprattutto nella scuola-calcio e nelle prime fasce di età (8/10 anni) – è sempre bene non specializzare eccessivamente la preparazione del giovane portiere, evitando di mutuare le tecniche di preparazione del portiere adulto.



 

Il compito dell’istruttore è quello di consolidare la spinta motivazionale che ha portato il bambino a scegliere il ruolo del portiere, mediante strutture allenanti nel pieno rispetto della fascia d’età del soggetto, suddividendo eventualmente il gruppo portieri in sottogruppi per età biologica più che anagrafica, e nel pieno rispetto altresì della personalità di ogni allievo. Gli aspetti tecnici, coordinativi e ludici devono essere sempre gli obiettivi predominanti in ogni lezione del gruppo portieri. Le risposte degli allievi a ogni proposta didattica saranno le basi di partenza per ogni lezione successiva (insegnando s’impara).
Sebbene il metodo della libera esplorazionesia inadeguato e troppo lento per favorire l’apprendimento della tecnica calcistica, è comunque importante tutelare i bambini garantendo in ogni seduta d’allenamento gli aspetti ludici che debbono accompagnare in ogni sport le prime fasce d’età, garantendo sempre un risultato gioioso, vera e propria essenza di ogni gioco.
È bene, dunque, porre la massima attenzione ad ogni aspetto, ivi compresa l’antinfortunistica, al fine di evitare un precoce allontanamento del bambino dal ruolo, considerata anche la già ridotta vocazione verso questo ruolo di grandi responsabilità (la percentuale di portieri in una scuola-calcio è inferiore al 5% degli iscritti). Il gruppo portieri nella scuola-calcio per sua natura dev’essere un gruppo apertoe reversibile:

aperto a ogni bambino che in qualsiasi fase dell’anno voglia “provare” a fare il portiere;
reversibile a ogni eventuale cambiamento d’idea di chi non abbia più intenzione di ricoprire il ruolo.

Pertanto, pur nel rispetto della programmazione, del metodo e della tecnica specifica del ruolo, esistono svariate possibilità per proporre saltuariamente ed in maniera alternativa le sedute di allenamento, anche con mezzi ed attrezzature non convenzionali, intendendo per convenzionali il pallone regolamentare, le attrezzature e gli spazi canonici.
Con tale metodo si persegue il medesimo obiettivo, ad esempio l’insegnamento e il conseguente apprendimento della tecnica del ruolo, ma – come già detto – utilizzando attrezzi e mezzi diversi, magari anche presi “in prestito” da altri sport.
Ovviamente tali metodiche non devono mai mortificare il gesto tecnico originario o causare confusione nel giovane portiere.
In sostituzione del normale pallone da calcio si possono utilizzare, con diverse finalità tecniche o condizionali, i seguenti mezzi non convenzionali:

Mezzi non convenzionali

• Il pallone da rugby
• Il pallone da pallavolo
• Il pallone da basket
• La palla con i sonagli
• Le palline da tennis
• Palline di vario colore
• Il frisbee

Il pallone da rugby
Il pallone da rugby è utile per stimolare i riflessi e la reattività, riproponendo le percezioni che un portiere prova nel caso di una deviazione improvvisa e ravvicinata della palla (quasi sempre in mischia). L’attività non ha alcuna attinenza con la presa e con l’addestramento tecnico, ma può essere utilizzata nelle prime fasi del riscaldamento e nelle sedute di allenamento dedicate ai giochi di squadra o come partitella alternativa. Comunque è utile per lo stacco e l’orientamento spazio-temporale e nelle situazioni di palla alta contesa.

Il pallone da pallavolo
Il pallone da pallavolo è più leggero di quello da calcio e dunque può essere utile nell’allenamento delle palle alte e dell’attacco alle traiettorie della palla spostate dal vento. È inoltre un ottimo mezzo d’allenamento per stimolare la prontezza di riflessi e la reattività per l’attacco alla palla anche in fase di volo. La tecnica del “bagher” e il conseguente spostamento laterale del corpo al fine di effettuare il giusto movimento col corpo in equilibrio dietro alla palla, sono molto utili per insegnare il corretto spostamento e posizionamento del corpo dietro la palla in occasione della presa. Ovvero, così come nella pallavolo non viene insegnato il bagher di comodo, ma con lo spostamento laterale del corpo, altrettanto dev’esser fatto nell’allenamento della presa laterale del portiere, dove è sempre conveniente farsi trovare ben posizionati dietro la palla onde prevenire un’eventuale mancata presa o segnatura.

Inoltre, i giusti tempi per l’esecuzione di una schiacciata a rete sono gli stessi che un portiere deve rispettare per l’attacco della palla in elevazione. Sebbene le tecniche siano differenti, il tempismo e l’orientamento spaziotemporale di un pallavolista sono del tutto simili al caratteristico comportamento del portiere: posizionamento, spostamento, intercettamento, ricezione, elevazione, trasmissione. Particolarmente utile e divertente per i giovani allievi, laddove presente tra gli spazi della scuola-calcio, risulta essere il beach-volley. La presenza della sabbia ha un grandissimo effetto stimolante per la spinta motivazionale e l’apprendimento del volo e delle parate in tuffo laterale (si ribadisce comunque l’importanza dell’antinfortunistica nell’insegnamento di questi ultimi due interventi). Se nella scuola-calcio di riferimento non fossero presenti la sabbia o il campo in sintetico morbido, è sempre bene invitare i ragazzi a procurarsi delle adeguate imbottiture di gommapiuma per i fianchi e magari le classiche ginocchiere e gomitiere. Le borsiti sono ricorrenti nei giovani portieri (e sono molto dolorose e di lenta guarigione!).

Il pallone da basket
Anche il basket come sport e la relativa palla possono essere utilizzati nelle prime fasi di alcune sedute di allenamento, in quanto anche il basket, come la pallavolo, stimola delle situazioni molto simili a quelle evidenziate nel ruolo del portiere, con particolare riferimento all’elevazione e all’intercettamento della palla, così come il lanciare e trasmettere la palla al compagno nello spazio. Come controindicazione al ruolo del portiere la palla da basket, essendo di circonferenza più ampia, ed essendovi numerosi passaggi e contrasti ravvicinati, provoca spesso la classica “insaccatura” delle dita (infortunio tipico del portiere, possibilmente da evitare).

Il basket propone situazioni molto simili a quelle affrontate dal portiere: elevazione, intercettazione, rilancio con le mani.

La palla coi sonagli
La palla con i sonagli al suo interno si presta a varie soluzioni didattiche:

• il portiere, di spalle rispetto al tiro scoccato, attacca la palla dal lato di arrivo “sentendo” arrivare il pallone al suono del sonaglio, provocato dal rotolamento o dal rimbalzo della palla;
• il portiere bendato, fronte al tiro, esegue la parata dal lato di arrivo della palla, segnalata dal suono del sonaglio.

Le palline da tennis
Le palline da tennis sono molto utili per l’allenamento delle deviazioni della palla (non ovviamente per la presa, considerata la loro ridotta circonferenza). Il loro utilizzo può essere abbinato alle esercitazioni di orientamento spaziotemporale e di situazioni di giuoco di attacco alle palle alte, con l’ausilio d’un cono tenuto al contrario, ovvero: l’allenatore lancia la pallina in alto e il giovane portiere dovrà intercettarla favorendone l’ingresso entro un conetto da lui tenuto al contrario e con il braccio teso-alto. Le palline da tennis per le esercitazioni delle deviazioni a mano aperta possono essere lanciate dall’allenatore con le mani (da distanze ravvicinate, sui 5-6 m) o anche con l’ausilio della racchetta da tennis (dal limite dell’area di rigore e da distanze più rilevanti, 16-20 m) o da beach-tennis.

Le palline colorate
Le palline di vario colore (si trovano in commercio di diversi colori anche quelle da tennis, ma quelle per uso riabilitativo, di gomma morbida, sono più adatte) possono essere utilizzate sempre per lo sviluppo e l’apprendimento della deviazione laterale o alta, volontariae guidata.
Volontaria in quanto non casuale, guidatain quanto deviata in zona non a rischio. La possibilità di richiedere all’allievo di chiamare il colore della palla prima della deviazione è una soluzione didattica utile per la discriminazione visiva e per lo sviluppo della capacità di attenzione.
Si ricorda ancora che le palline di gomma morbida presenti in commercio per uso riabilitativo (fratture della mano, dell’avambraccio o del braccio), sono utilissime per rinforzare i muscoli del polso, dell’avambraccio e della mano; e chi più dei giovani portieri ha bisogno di rinforzare le mani?

Il frisbee
Il frisbee, oltre a essere un gioco divertente e socializzante, ripercorre in maniera speculare le traiettorie della palla spostata dal vento; pertanto è per eccellenza lo strumento anticonvenzionale più adatto per allenare il portiere nelle situazioni di uscita alta con improvvisa variazione della traiettoria.


Alessandro Carta e Antonello Belli - Preparatori dei portieri del Settore Giovanile Lazio Calcio