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Anche per quanto
riguarda i giovanissimi portieri di questa fascia d’età (pulcini ed
esordienti) credo non sia opportuno parlare di vera e propria
preparazione pre-agonistica, ma casomai di un “riavvicinamento al
gioco del calcio” e più specificatamente al ruolo del
portiere.
Dopo un’estate
passata con amichetti e cugini al mare o ai monti, magari distratti
anche dalle prime piccole cotte infantili, il ritorno al gioco del
calcio non ha bisogno di nessun tipo di “preparazione” perché sarà
proprio la grande passione per questo gioco che farà da irresistibile
calamita verso il giusto approccio didattico alla nuova stagione.
Probabilmente
durante l’estate i ragazzi si saranno cimentati in tante altre
attività, dalle più semplici come le passeggiate in bici o le nuotate
al mare alle più complesse come le arrampicate in montagna o le
escursioni a cavallo; tutto sarà stato senza dubbio accompagnato,
oltre che dalle classiche partitine a calcetto, anche da esperienze in
altri sport tipo il tennis, il beach-volley, il basket ecc. …
Una vacanza così
“movimentata” rappresenta già da sé l’ideale “preparazione” al ruolo
del portiere, visto che in futuro gli verranno richieste una serie
quasi spropositata di abilità tecniche, tattiche e psicomotorie.
Il ruolo del
portiere col tempo infatti andrà rivestendosi di tali e tante
implicazioni di carattere tecnico e psicologico che, nella
settimana che precede l’inizio dell’attività e che andremo ad
esaminare, dovremmo “limitarci” a cercare di ottenere la riconferma
della scelta del ruolo da parte dei ragazzi…e non sarebbe un successo
di poco conto!
Potrà sembrare
strano ma rientra invece nella normalità statistica il fatto che,
proprio a questa età e proprio per un ruolo così complesso, un bambino
non adeguatamente sollecitato possa chiedere di cambiare ruolo.
Obiettivo
primario quindi per l’allenatore specifico diventa in questa settimana
quello di “affascinare” ancor di più il ragazzo,
accompagnandolo nel suo percorso didattico in modo che egli rimanga
coinvolto totalmente dalle tante sfaccettature che il ruolo nasconde
per fare in modo che la sua scelta divenga definitiva.
In questa
“settimana d’approccio” consigliamo di utilizzare soltanto la
mattina per le attività che andremo ad espletare le quali saranno sì a
carattere generale e multifunzionali, ma cercheremo sempre di inserire
nel loro interno le sei grandi sezioni di tecnica specifica del ruolo,
che ricordiamo sono la presa, la deviazione, la respinta, l’uscita,
il rilancio ed il tuffo.
Tutti questi
gesti tecnici saranno inseriti in un contesto sempre assolutamente
ludico e globale vale a dire che le esercitazioni dovranno essere
particolarmente divertenti e poi coinvolgere tutti i portieri
presenti, anche perché trovare differenze applicative tra il pulcino e
l’esordiente in questa fase sarebbe veramente esercizio
particolarmente sottile, complesso e forse anche controproducente.
Alcune
valutazioni antropometriche, qualche test coordinativo tipico del
ruolo ( ad es. corsa incrociata e stacco con gamba omolaterale) e la
giocosa sperimentazione dei primi gesti di preacrobatica
(rotolamenti, capovolte ecc.) possono riempire le sedute di
allenamento in modo diverso, ma tutto deve poggiare su una base
estremamente ludica, altrimenti si rischia di avere un “rigetto
immediato” se l’approccio didattico è di carattere
nozionistico-prescrittivo.
Ad esempio con
le partite di calcio/tennis/pallavolo (vedi disegno A) i
portieri possono palleggiare liberamente nella propria metà campo sia
con i piedi che con le mani (potendo indirizzare però la palla nel
campo avversario solo con i piedi o di testa); questo esercizio
permetterà ai ragazzi di ritrovare il contatto con il pallone
attraverso tutte le parti del corpo inducendoli soprattutto a
sviluppare una maggiore sensibilità e rendendo il gioco
propedeutico per il controllo e la trasmissione della palla con
i piedi e per la presa per quanto riguarda l’utilizzo delle
mani.
Tenendo conto
che questo gioco può essere effettuato anche utilizzando palloni di
grandezza e peso diversi, si intuisce l’importanza dell’esercizio per
ciò che concerne la capacità di modulare forza e sensibilità e
sensibilità degli arti inferiori e superiori.
Nelle partite
di calcio-basket (vedi disegno B) invece due squadre a turno e per
un periodo di tempo stabilito, attaccano una porta da calcio e
difendono un canestro da basket; naturalmente il campo è diviso in due
parti e nella zona di porta si deve giocare con le normali regole del
calcio mentre, quando la palla entra nella zona basket, si gioca
appunto con le regole della pallacanestro: ogni gol un punto, ogni
canestro tre punti.
Questo continuo
entrare ed uscire in zone di gioco diverse permette soprattutto un
rapido sviluppo delle capacità tattico-cognitive ma tutto in
forma ludica e quasi inconsapevole; inoltre l’esercizio richiede tutti
i gesti tipici del ruolo quali rilanci, parate, uscite, tuffi,
deviazioni, ecc. …
I portieri
giocando in ruoli diversi ed alternandosi in difesa della porta,
sviluppano anche la propria personalità e il proprio
coraggio, visto che il contatto fisico comincia a diventare più
continuo, sia sui palloni che viaggiano alti nella zona basket, sia su
quelli a terra in caso di uno contro uno nella zona calcio.
Come terzo
esempio di esercitazione abbiamo scelto un percorso a giro
con tiro finale (vedi disegno c) in cui i ragazzi esprimono tutte
le loro potenzialità sia atletiche che tecnico-coordinative
e nello stesso tempo danno modo all’istruttore, che sta quasi al di
fuori dell’esercizio, di valutare ed intervenire meglio
all’occorrenza.
In questo gioco
un gruppo omogeneo di almeno tre portieri effettua una capovolta su un
materassino col pallone in mano, poi salta degli ostacoli e quindi,
dopo aver superato in dribbling delle sagome, calcia in porta ad un
altro portiere che subito dopo raggiunge l’inizio del percorso, mentre
chi aveva calciato si prepara ad andare in porta a parare e così via:
vince chi fa più gol. Sono innumerevoli le varianti che un
bravo istruttore può applicare al percorso rendendolo sempre nuovo e
stimolante.
Questi
illustrati sono solo tre esempi di come secondo noi si dovrebbe
interpretare l’allenamento specifico del giovanissimo portiere di
calcio, ma un bravo istruttore, dotato di passione e fantasia,
può trasformare ed inventare talmente tante altre soluzioni
esercitative da non avere il tempo di annoiare mai i suoi allievi.
E comunque per
raggiungere nel modo migliore l’obbiettivo di un “coinvolgimento
motivazionale positivo” consigliamo, dopo avergli fatto
interpretare il ruolo con esercitazioni tipo quelle appena descritte,
di inserire i nostri portieri in partite classiche (o a tema) insieme
ai compagni della propria squadra; in questo modo essi potranno
ritrovare e sperimentare in contesti sempre nuovi quei gesti che hanno
cominciato ad apprendere o perfezionare poco prima con l’allenatore
specifico.
*Allenatore Di Base
Responsabile Area Portieri Centro Calcio Federale |