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Come migliorare la tecnica del tuffo di Vito Deflorio Laureato in scienze Motorie con specializzazione in scienze e tecniche delle attività sportive Preparatore dei portieri Anche per il portiere l’allenamento situazionale ( ovvero il gesto tecnico inserito in una situazione di gara) risulta il più efficace per l’apprendimento delle tecniche specifiche del ruolo. Riuscire a ricreare in allenamento gli avvenimenti e le situazioni che si verificano durante la partita associandoli ad un livello di attenzione, concentrazione e stato d’animo simili alla gara, consente di abituare il portiere a riconoscere le dinamiche delle azioni e ad essere “ pronto” a prevenirle. Con l’allenamento situazionale si abitua l’estremo difensore a riconoscere anche dai minimi particolari ( disposizione degli avversari, posizione della palla, possibilità più o meno elevata del portatore di calciare a rete ecc..) la pericolosità dell’azione e di anticiparne le conseguenze. Questa capacità di capire e anticipare lo sviluppo delle azioni è utile anche per saper valutare il tiro a rete; quante volte si è detto al proprio portiere che ha subito un goal evitabile: “ come hai fatto a non capire che tirava a destra ?” . Il portatore di palla, infatti, prima di scagliare un tiro in porta esegue sempre dei movimenti preparatori con il corpo che possono far capire al portiere, abituato a questa metodologia di allenamento, la direzione, la velocità e il tipo di tiro che sarà effettuato; è ovvio che saper “leggere” questa situazione avvantaggia l’estremo difensore nel preparare l’azione difensiva. Ecco perché è consigliabile allenare il portiere anche con il metodo situazionale. Per capire se il portiere è capace di “leggere” una situazione di gioco o un tiro finale, può essere utile metterlo alla prova utilizzando una videocassetta, in cui sono state registrate alcune azioni d’attacco e tiri in porta, interrompendo il filmato prima del tiro finale; se il portiere è capace di leggere la situazione sarà in grado di prevedere le caratteristiche del tiro. ESERCIZI Uno degli obiettivi di questa successione didattica è anche quello di inserire gradualmente il giovane portiere all'apprendimento vero e proprio di tutti quei movimenti che determinano la parata in tuffo. Questa serie di esercitazioni, inoltre, può essere utilizzata anche per allenare il portiere adulto alla presa di contatto con il terreno, soprattutto nella fase di precampionato quando sia il riposo estivo che i terreni duri rendono più difficoltoso l'impatto al suolo.
ESERCIZIO 1
Il portiere si posiziona al centro della porta e devia un primo pallone calciato rasoterra dal limite dell’aria vicino a uno dei due pali: non appena il portiere ha deviato il pallone, l’allenatore tirerà e rete un secondo pallone posizionato più vicino.
OBIETTIVO: acquisire la tecnica del tuffo sui palloni radenti al terreno e sui tiri improvvisi. Con questo esercizio il portiere viene allenato a deviare il pallone in calcio d’angolo e nel caso in cui non ci riuscisse, deve essere pronto a parare un secondo tiro che l’avversario potrebbe effettuare. 4-5 ripetizioni ESERCIZIO 2
L’assistente dell’allenatore lancia il pallone sul palo simulando una respinta, il portiere si tuffa ugualmente come accadrebbe in gara: il pallone viene recuperato dall’allenatore che tira a rete. OBIETTIVO: si allena il portiere a rialzarsi dopo un primo tuffo, ad uscire tempestivamente sui piedi dell‘avversario. 4-5 ripetizioni Un altro esercizio che rispecchia il raggiungimento dello stesso obiettivo è: il portiere lancia il pallone sul petto dell’allenatore che lo farà cadere in terra, il portiere dovrà attaccare la palla come se fosse una parata o una uscita bassa. Un altro esercizio ancora è quello in cui il portiere lancia la palla verso un suo compagno che di testa la farà cadere per terra e allo stesso modo di prima il portiere dovrà attaccare la palla. Il portiere lancia la palla sul muro e si tuffa , la raccoglie prima che la palla tocchi terra. Per migliorare questo aspetto del portiere bisogna lavorare tanto sulla velocità quindi si effettua un lavoro anaerobico basato per tanto sulla forza esplosiva e sulla reattività, cioè bisogna minimizzare i tempi di risposta allo stimolo da parte del portiere. ESERCIZIO 3
Il portiere si posiziona nei pressi del primo palo e devia all’interno dell’aria di rigore un cross, radente il terreno, effettuato dalla linea di fondo da un compagno; la deviazione viene intercettata dall’allenatore che subito calcia. Il portiere pur essendo a terra deve tentare la seconda parata. ESERCIZIO 4
Il portiere si posiziona dietro ad una porticina larga 4 metri, al comando dell’allenatore scatta velocemente davanti alla porta stessa pronto a parare un tiro scagliato da 6-7 metri. OBIETTIVO: Il portiere viene allenato a rimanere il più possibile in piedi ed evitare di cadere a terra. 6-7 ripetizioni |
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Ultimo aggiornamento: 14-07-07