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ESERCITAZIONE n. 1: L’allenatore (A) si posiziona nella
zona di centrocampo con dei palloni. Il portiere (P1) è
posizionato in zona dischetto, pronto per attaccare la palla prima che
questa entri nelle tre delimitazioni colorate (blu, rosso, giallo).
P1” chiamerà” la palla calciata da A con il colore
corrispondente alla delimitazione (blu), effettuando uno sprint di 10
mt. circa, calciando lungo , dichiarando il colore di uno dei tre
quadrati posti dopo il centrocampo (rosso, giallo, blu), presieduti da
altri portieri (P2, P3, P4), che eseguiranno una presa alta.
p.s.: Le delimitazioni possono essere anche numerate, così come i
quadrati.

ESERCITAZIONE n. 2: L’allenatore (A) posizionato a 20 mt.
dal vertice dell’area di rigore, effettua dei cross, variando le altezze
(basso, alto, mezz’altezza),traiettorie (palla ad uscire o a rientrare)
velocità e rimbalzi della palla, trasmettendo quest’ultima in zona A
o B (delimitazione posta tra dischetto e area di porta). Il
portiere (P1) in base alla velocità, traiettoria e altezza del
pallone calciato da A, abbinerà l’intervento tecnico più
opportuno (presa/respinta in tuffo, presa alta/bassa ecc.), subendo la
pressione degli altri portieri (P2, P3), che simuleranno
gli avversari.P1 prima di eseguire la ricezione, attaccando lo
spazio, chiamerà la zona d’intervento A o B.
Successivamente in caso di palla bloccata, si dirigerà in direzione di
P4, che riceverà il rilancio di P1.
p. s.: Alla fine dell’esercitazione i portieri P1 e P4
cambieranno il ruolo con P2 e P3, alternandosi
nell’esecuzione.
ESERCITAZIONE n. 3

*Allenatore di Base
Preparatore Atletico Portieri |
DIFESA A ZONA
TECNICA DIFENSIVA CON LA PALLA
ATTACCO ALLA PALLA
MODIFICARE ATTEGGIAMENTO TATTICO
DEL PORTIERE IN RIFERIMENTO ALLA POSIZIONE DA ASSUMERE:
a) DISTANZA DALLA PALLA
b) LETTURA DELLE SITUAZIONI DI
GIOCO
Come ormai noto, il calcio di oggi e, in
particolare in Italia, si basa molto sulla tattica a zona con schemi quali:
4 – 4 – 2, 4 – 3 –1 – 2,
4 – 3 – 3, 3 – 4 –
3 ecc.
Domanda: quale ruolo
riveste il portiere in tali schemi? Parrebbe quasi che non prenda parte a
nessun sistema di gioco. Va invece sottolineato come il ruolo del portiere
assuma una straordinaria importanza e che, quale ultimo difendente, abbia
rilevante funzione sia nella fase difensiva che in quella offensiva.
Nello svolgimento dei
vari allenamenti, i tecnici impiegano i portieri insieme alla squadra in
modo da sviluppare interamente le situazioni di gioco, durante le quali i
numeri uno dovrebbero partecipare attivamente ai movimenti che svolgono i
vari reparti in difesa e in attacco.
Si chiede al portiere
di salire con la squadra, accorciare con il reparto difensivo, rientrare
quando la situazione diventa preoccupante, naturalmente tutto ciò dovrebbe
avere una logica soprattutto per quanto concerne la corretta posizione da
assumere in campo.
Tempo addietro si
attribuiva al portiere l’appellativo di“ guardia pali “,oggi,
fortunatamente, con l’evoluzione degli schemi di gioco, il ruolo del
portiere ha assunto una accezione più offensiva ciò che - senza fargli
abbandonare l’originaria funzione di impedire che la palla entri in rete e,
dunque, di parare - ha comportato una modifica nell’atteggiamento fisico/
tecnico/ tattico. Si impone infatti che il portiere “attacchi la palla” e
chiuda gli spazi, rendendolo così un giocatore più completo. Sulla base di
queste considerazioni ho ritenuto di dover approfondire uno studio,
video/registrando ed esaminando le azioni di attacco alla palla dei migliori
portieri impegnati nel campionato Mondiale di FRANCIA 98 e nel campionato
Europeo di BELGIO/OLANDA 2000 .
I video/scout mi hanno
essenzialmente consentito di esaminare, in occasioni di errori commessi dai
portieri, la posizione degli stessi rispetto alla partenza della palla, la
posizione degli avversari e della squadra e, in particolare, la pressione
esercitata dal compagno sul portatore di palla avversario. In base a tale
situazione di gioco, la posizione che assumerà il portiere sarà diversa.
Naturalmente il numero uno dovrà avere una distanza approssimativa con i
compagni di reparto (25/30 mt. circa), avendo nel contempo quali punti di
riferimento le linee dell’area di rigore, dell’area di porta, il dischetto,
l’arco di delimitazione (lunetta), il cerchio di centrocampo, la linea
mediana e tutta l’altra metà del campo.
Si può notare nel
disegno A, il campo diviso in vari settori colorati (giallo, arancio,
rosso, verde, blu), ai quali viene associata la zona dove si troverà il
portiere (di colore uguale alle zone).
Esempio: situazione di
gara in zona di centrocampo (settore rosso), il portiere (rosso) si
posizionerà tra il limite d’area di rigore e il dischetto pronto ad
attaccare la palla in e fuori area, calciata bassa o alta nella zona cieca
del reparto difensivo, oppure rientrerà con una corsa indietro (con palla
calciata in zona centrale) proporzionata alla velocità dell’azione
(temporeggiare), quindi, senza troppe ansie di andare a proteggere la porta.
Si propongono qui di seguito alcune esercitazioni utili per migliorare le
capacità spazio- temporale e di anticipazione del portiere, fondamentali per
l’attacco alla palla.
OBIETTIVI:
Le esercitazioni proposte mettono in risalto le capacità cognitive (oltre a
quelle già citate) inducendo il portiere ad attaccare gli spazi per
conquistare palla e trasmetterla ad un riferimento (compagno), in modo da
iniziare la “fase offensiva”.
ESERCITAZIONE n. 3: L’allenatore posto sulla zona della ?,
trasmette palla in una delle tre zone (1, 2, 3), delimitate da segnalatori
di campo . Il portiere (P1) attacca la palla chiamando la zona (2) dove
avviene la ricezione. In seguito P1 calcia nelle porticine colorate
(gialla, blu, rossa), dichiarando a quale delle tre (gialla) trasmetterà
palla.
p.s.: Nelle tre porticine vi saranno tre portieri (P2-gialla,
P3-blu, P4-rossa) che ricevono palla.
Variante: Uno dei tre portieri può attirare l’attenzione di P1
alzando un braccio, quindi P1 trasmetterà palla dichiarando la
porticina colorata appartenente al portiere che aveva precedentemente alzato
il braccio.
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