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EVOLUZIONE DELLA TEORIA DELL’ALLENAMENTO
L.P. MATEEV (1958) : La Periodizzazione E’ il padre della moderna scienza dell’allenamento. Sviluppa un piano annuale dell’allenamento su base scientifica ponendo le basi sulla Sindrome Generale di adattamento (SGA) del canadese H.Seley (1982), che per primo propose il termine STRESS (1936) reazione dell’organismo allo stress. Sviluppa per primo una sintesi tra fasi adattative, riferite alla forma sportiva e l’organizzazione pedagogica del carico di allenamento per far coincidere forma e calendario di gara. Ha esposto un interpretazione composta da 3 fasi (effetto ritardato del carico) in cui la forma massima si sviluppa per influsso dell’allenamento, viene mantenuta solo per un certo lasso di tempo e che poi viene perduta temporaneamente.
CONSIDERAZIONI SULLA PROPOSTA DI MATEEV Nella seconda edizione sovietica della sua opera (1965), la struttura dell’allenamento prende il via dalla valutazione statistica dei comportamenti in allenamento, dei periodi di tempo di uso ,dei carichi e delle date di ottenimento della forma. Non fu in grado di utilizzare conoscenze specifiche sull’adattamento perché usati e scoperti solo 20 anni più tardi. Il carico di allenamento ha un “carattere complesso” che prevede che sia in una singola unità di allenamento che in un singolo microciclo, che nelle tappe di allenamento più lunghe, vengono risolti contemporaneamente tutti i problemi della preparazione. L’effetto allenante è regolato soprattutto da un andamento a ONDE piccole medie e grandi del volume e dell’intensità, . La principale forma di org anizzazione dell’allenamento è rappresentato come una catena di microcicli riuniti in una determinata sessione logica. Le grandi oscillazioni periodiche di carico possono determinare reazioni diverse da parte degli atleti o nel caso di diverse specialità e competizioni imprevedibili e quindi non controllabili.
A.AROSIEV (71): Struttura a pendolo
A.Arosiev propone uno schema nato dall’idea del contrasto basato come alternanza sistematica (pendolo) tra carico speciale e generale. L’intenzione è quella di ottenere un trasfert migliore del carico generale nella preparazione speciale (per evitare le stasi degli atleti). Propone la separazione tra preparazione tecnico-tattica e condizionale, approccio pensato principalmente per i giochi di squadra. Questa struttura è una modificazione parziale della periodizzazione di Mateev.
A.VOROBJEV (1971-1977): Struttura a salti
Propone un cambiamento a salti dell’intensità e del volume del carico durante tutto il ciclo annuale e la variazione dei contenuti che sembrano rispondere all’esigenza di non raggiungere mai stasi negli adattamenti. Si distacca dalla periodizzazione di Mateev, il carico a balzi evita stagnazione dell’apparato neuro-muscolare e cioè appiattimento del SNC. L’allenamento non è progettato per un trasfert differito dei carichi e quindi neppure il periodo di preparazione può creare le fondamenta della forma.
J.V.VERCHOSANSKIJ (1979-1985) Strategia del carico a blocchi
La forza ha un ruolo principale. Il suo allenamento viene staccato completamente da tecnica e rapidità
CONCETTI FONDAMENTALI:
P.TSCHIENE (1977) ondulazione del carico
Il suo schema è pensato soprattutto per le specialità di forza esplosiva in cui frequenti e notevoli cambiamenti qualitativi e quantitativi del carico determinano una forma ondulatoria a fasi brevi del carico di allenamento. L’elemento dominante è l’elevata intensità del carico (specifico di gara), variazioni frequenti e notevoli di volume e intensità. Pause profilattiche dopo carichi di gara. Scarsa differenziazione del volume del carico tra periodo preparatorio e agonistico (circa 20%). Modello di Tschiene (1977): andamento ondulatorio dei carichi con fasi brevi, una dominanza dell’intensità del carico molto elevata in unità di allenamento relativamente breve.
A.BONDARCHUK (78-84)
CONCETTI FONDAMENTALI:
Þ Il movimento di gara al quale sono subordinati i mezzi e i metodi dell’allenamento, ha la dominanza assoluta. In alta prestazione scompare la preparazione generale, ma permane la sua utilizzazione come mezzo di recupero attivo. Þ L’allenamento è organizzato in base alle reazioni individuali al carico Þ Ogni fase di sviluppo viene seguita da una fase di relativa stabilizzazione della prestazione, con un adattamento stabile ai mezzi e ai metodi di allenamento che non variano fino a quel momento, andamento a STEP. Þ La variazione dei contenuti del carico fino al 50% sempre rimanendo all’interno dello stesso step Þ La durata nello step può essere prolungata fino ad un mese variando l’esercitazione :importante per il controllo della forma fino ad una determinata gara o per raggiungere altri fini dell’allenamento.
CONSEGUENZE:
Þ Individualizzazione dell’allenamento anche nella sua struttura Þ Insieme a Jakmof e Chlomenok (1984) sostengono di abbandonare lo sviluppo separato di resistenza e velocità insieme per evitare la trasformazione ritardata dell’effetto del carico sulle prestazioni di resistenza; in sintesi tre principi:
1. Aumento dell’intensità del carico specifico e importanza relativa del carico a media intensità 2. le migliori prestazioni di gara dipendono dall’intensità e dal volume delle componenti specifiche dell’allenamento 3. intensità e volume del carico dell’allenamento devono subire modifiche parallele. E’ un sistema di allenamento duro che rende necessaria una buona preparazione a livello giovanile.
LINEE GUIDA DELLA PREPARAZIONE INDIVIDUALIZZATA DI A.BONDARCHUK
I. utilizza il fenomeno della reazione individuale al carico di allenamento e sviluppa fino a livello pratico e concreto il principio dell’individualizzazione dell’allenamento II. vengono individuati tipi di reazione al carico e vengono elaborate le corrispondenti forme di organizzazione dell’allenamento. Questo metodo consente il controllo flessibile dell’andamento del processo di allenamento. Ha avuto un notevole successo con i lanciatori di martello di alto livello. III. Utilizza il principio dell’organizzazione lineare dell’allenamento che prevede la sostituzione successiva di forme temporali di organizzazione dell’allenamento (microcicli, tappe, periodi ) con obiettivi diversi. IV. Schemi non rigidi nella periodizzazione del ciclo annuale V. L’organizzazione del carico si basa sul principio “complesso”: lo sviluppo delle capacità fisiche e la preparazione accolti contemporaneamente sia nella singola unità che nei periodi più lunghi VI. Ruolo principale dell’esercizio di gara e dei mezzi della preparazione speciale nell’allenamento VII. L’allenamento deve consentire di mantenere a lungo un elevato livello di capacità speciale della prestazione .
Fonte:Appunti di Teorie e metodologia di allenamento-Facoltà di Scienze Motorie Perugia
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